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L’umidificatore porta i gas respirati dal paziente al livello ottimale di umidità mantenendo nei limiti le secrezioni, promuovendo lo scambio gassoso e una riduzione del rischio d’infezione. E’ usualmente montato sui ventilatori polmonari, ma può essere utilizzato durante altri trattamenti: per es. durante l’applicazione di una pressione positiva continua oppure durante l’ossigenoterapia. Maggiore è la temperatura del gas, maggiore è la quantità di vapore acqueo trasportabile dalla miscela di gas respiratori: quindi, di solito, si regola l’umidità controllando la temperatura dei gas respiratori.
L’umidificatore si compone della camera di umidificazione in cui avviene la produzione di vapore acqueo e il suo mescolamento con i gas respiratori e una riserva d’acqua distillata. Esistono due metodi per umidificare il gas nella camera di ionizzazione: o per gorgogliamento o per contatto. Nel primo caso, il gas viene viene fatto passare attraverso un recipiente con il liquido che evapora nelle bolle gassose prodotte durante il gorgogliamento; nel secondo caso il flusso gassoso passa sopra il liquido in cui viene semi sommersa una cartuccia di carta di firme e grandezza diversa; la carta s’imbeve per capillarità determinando un aumento della superficie di contatto gas-liquido e un conseguente miglioramento del processo di evaporazione.
Il riscaldamento dell’intera camera di ionizzazione è realizzato con tecniche diverse. In molti casi l’acqua distillata deve essere sterile. In altri casi, un filtro posto sopra la piastra riscaldante su cui si riversa l’acqua, consentendo l’ingresso del solo vapore acqueo sterile nella camera d’umidificazione, permette l’alimentazione dell’apparecchio con acqua distillata non sterile. Per quello che riguarda le configurazioni degli umidificatori, ne esistono di integrati ossia con la riserva d’acqua inglobata nella camera di umidificazione e quelli aventi la riserva d’acqua separata. Gli umidificatori di tipo integrato possono essere sia monouso sia sterilizzabili. Nel caso degli umidificatori con camera e riserva separati, la camera di umidificazione è solitamente alimentata per gravità. Nel modelli più semplici, il livello dell’acqua nella camera diminuisce durante l’uso; nei modelli più sofisticati, diverse soluzioni permettono di mantenere costante il livello dell’acqua nella camera allo scopo di stabilizzare il volume comprimibile e la compliance dell’intero circuito paziente.
Esiste un’ulteriore differenziazione: quella tra gli umidificatori servo-controllati dalla temperatura delle vie aeree del paziente e quelli controllati solamente da un termostato presso il riscaldatore. Siccome le variazioni di flusso influenzano notevolmente la temperatura dei gas nelle vie aeree, non solo l’umidificatore può essere equipaggiato con un misuratore di flusso, ma un filo riscaldante può essere presente nel circuito paziente assieme ad altri sensori per ottimizzare i parametri del gas. L’ulteriore filo riscaldante nel circuito paziente riduce il consumo d’acqua, minimizza la condensa e diminuisce la resistenza del circuito paziente.
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