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La registrazione di un’immagine radiografica
avviene prevalentemente su pellicola. Lo sviluppo della stessa viene
effettuato automaticamente da questa apparecchiatura mediante
immersione nei liquidi di fissaggio e sviluppo e successivo
asciugamento. L’impiego di sviluppatrici automatiche che riducano
la possibilità di errore umano risulta di fondamentale importanza
poiché uno sviluppo inadeguato della pellicola può indurre il
radiologo a modificare i parametri di acquisizione e quindi la dose
al paziente, nel tentativo di migliorare la qualità dell’immagine.
La pellicola è composta da un supporto di
sostegno unito tramite collante all’emulsione, costituita da
gelatina animale nella quale sono sospesi i cristalli di alogenuro d’argento.
Uno strato protettivo sottilissimo la riveste. I cristalli
reagiscono con la luce in modo caratteristico dando luogo attraverso
un processo chimico-fisico ad accumuli di argento metallico nelle
zone dove maggiore è stato il flusso di energia incidente. Per
rendere infine visibile l’immagine latente sulla pellicola, l’emulsione
viene immersa in soluzioni in cui solo i cristalli che concorrono a
formare l’immagine stessa vengono evidenziati. Dopo il bagno di
fissaggio, il lavaggio e l’asciugatura rimane l’immagine finale
composta dal solo argento metallico nero.
Negli ultimi anni i tempi di sviluppo sono stati
notevolmente ridotti e le sviluppatrici attuali consentono di
realizzare un ciclo completo di trattamento anche in meno di un
minuto.
Le sviluppatrici possono avere dimensioni molto
diverse a seconda della produttività richiesta. Modelli di minor
ingombro possono essere alloggiati su un tavolo, altri di dimensioni
decisamente maggiori devono poggiare sul pavimento. L’installazione
può essere effettuata interamente o parzialmente in camera oscura,
oppure in piena luce, adottando pellicole e cassette con
caratteristiche particolari.
Elementi costitutivi comuni di queste
apparecchiature sono:
sistema di trasporto della pellicola che ne
assicura l’avanzamento;
controlli ed indicatori della temperatura e del
livello dei reagenti;
serbatoi e vasche per i reagenti realizzati in
materiale opportuno;
sistema per la circolazione;
dispositivo di essiccamento mediante
ventilatori ad aria calda e lampade a raggi infrarossi.
In caso di modalità diagnostiche diverse, ad
esempio per sistemi che producano immagini digitali, esistono
riproduttori laser che consentono il collegamento in linea delle
sviluppatrici, in modo da rendere disponibile la tradizionale lastra
fotografica, indipendentemente dal sistema diagnostico utilizzato.
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