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I rilevatori di battito cardiaco fetale ad ultrasuoni sono apparecchi a basso costo che forniscono informazioni di tipo sonoro e/o visivo sul feto. Lo scopo principale di tali apparecchiature è di verificare il benessere del piccolo attraverso un esame non invasivo totalmente indolore per la gestante, che si esegue semplicemente appoggiando il rilevatore ad ultrasuoni sul ventre materno.
Attraverso trasduttori a cristalli piezoelettrici alloggiati nella sonda vengono trasmesse onde ad alta frequenza. Se le strutture scansionate sono in movimento la frequenza dell’onda riflessa cambia in proporzione alla velocità e alla direzione di moto per effetto Doppler.
Con questo strumento è possibile auscultare già a partire dalla decima settimana di gestazione il battito fetale attraverso un altoparlante incorporato. Molti modelli in commercio consentono inoltre di visualizzare su uno schermo a cristalli liquidi il valore della frequenza cardiaca del feto.
Alcuni modelli offrono la possibilità di funzionare come doppler vascolare per esami dei vasi superficiali, potendo utilizzare sonde intercambiabili a frequenze maggiori. Frequenze più alte forniscono maggiori risoluzioni ma sono maggiormente attenuate dai tessuti e non riescono a penetrare in profondità; per questo motivo nelle normali applicazioni ostetriche l’apparecchio utilizza generalmente una sonda da 2¸3 MHz, mentre tipicamente sonde da 5 MHz consentono di studiare arterie profonde e vene e da 8 MHz il flusso del sangue sottopelle.
Per il monitoraggio del battito fetale durante il parto in acqua esistono anche le versioni impermeabili.
L’utilità del rilevatore è comunque limitata; è in grado di mettere in evidenza l’esistenza di eventuali anormalità in presenza delle quali la situazione dovrebbe essere comunque tenuta sotto controllo con un monitor fetale convenzionale.
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