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Il così detto CPAP è un ventilatore polmonare molto semplificato ideato per trattamenti ventilatori anche e
molto spesso a domicilio del paziente. Le modalità di ventilazione comunemente fornite da questo piccolo
ventilatore sono sostanzialmente due: CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) e BiPAP (Bilevel Positive Airway Pressure).
Nel primo caso una pressione variabile da 3 a 25 cm H20 viene applicata alle vie aeree del paziente attraverso una maschera
facciale completa o un connettore nasale. Nella modalità di ventilazione BiPAP, l'apparecchiatura mantiene due livelli di pressione
positiva: uno durante l'inspirazione : IPAP (Inspiratory Airway Pressure), e un livello di pressione positiva basale detta anche pressione positiva di fine espirazione (
PEEP, Positive End Expiration Pressure, oppure EPAP (Expiratory Positive Airway Pressure).
L'apparecchiatura applica quindi una ventilazione Positiva Intermittente essendo in grado di commutare ciclicamente
la pressione tra quella inspiratoria e quella a fine espirazione. In realtà, CPAP e BiPAP non sono due modalità di ventilazione propriamente
dette, ma due funzionalità comunemente presenti anche nei ventilatori degli apparecchi per anestesia o in quelli usati nelle unità di terapia
intensiva. A differenza dei ventilatori, la ventilazione fornita da un apparecchio per pressione positiva non è invasiva.
Esistono apprecchiature in grado di fornire sia BiPAP sia CPAP, altre invece possono funzionare solo in modalità
BiPAP o solo CPAP. Normalmente l'apparecchiatura è in grado di commutare dal livello inspiratorio a quello espiratorio
in risposta agli sforzi respiratori del paziente. Nell'eventualità che il paziente non sia in grado di attivare la fase inspiratoria, l'apparecchiatura
commuterà ugualmente la pressione a seconda dei tempi impostati (basati sul controllo della frequenza respiratoria) o a seconda
di altri parametri respiratori (per es. I/E).
Gli apparecchi per pressione positiva continua costituiscono un valido supporto ventilatorio per i pazienti
in grado di respirare spontaneamente, ma che non sono in grado di soddisfare le loro esigenze ventilatorie: in particolare i pazienti soggetti
a ipoventilazione alveolare, persistente ipossiemia o ipercapnia, disfunzioni della muscolatura od ostruzioni delle vie aeree superiori.
Dal punto di visto clinico, per i pazienti che, pur presentando un quadro di crisi respiratoria acuta, non presentino problemi di secrezione eccessiva e siano
emodicamicamente stabili, si possono tentare nell'ordine la ventilazione CPAP seguita da BiPAP prima di considerare l'intubazione e il collegamento con un
ventilatore polmonare. Oltre ai casi di apnea nel sonno, la pressione positiva continua trova la sua applicazione nei casi delle malattie polmonari croniche ostruttive.
In tali casi, infatti, durante la fase espiratoria i polmoni non svuotandosi completamente a causa delle ostruzioni, determinano una PEEP (pressione
positiva di fine espirazione) intrinseca di 5 o più cm H20. Oltre alla riduzione della PEEP intrinseca, in generale, lo scopo della pressione positiva è di diminuire lo sforzo
dell'atto respiratorio nei caso di malattie neuromuscolari o di insufficienze del sistema cardio respiratorio. Nel caso di doppia pressione positiva, i tentativi
respiratori spontanei sono rilevati da un trigger di flusso il cui funzionamento influisce direttamente sul sincronismo
paziente-ventilatore e quindi sull'efficacia del trattamento. Lo sforzo massimo dei costruttori è orientato al mantenimento del sincronismo sia prevenedo le perdite
di flusso a livello faccia/maschera, sia
adattando automaticamante la soglia del trigger sia ottimizzando il controllo del circuito adottando nel contempo il monitoraggio di parametri respiratori alternativi.
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