|
L’Analizzatore Nefelometrico per Imunochimica determina la concentrazione di farmaci e proteine nei liquidi biologici (siero, urine o liquor), rivelando la luce diffusa da complessi antigene-anticorpo (proteine) e aptene-anticorpo (farmaci).
Il dosaggio di questi analiti riveste particolare importanza nella diagnosi delle malattie immunoproliferative, nelle malattie autoimmuni e, in generale, nelle deficienze e disfunzioni immunitarie.
La Nefelometria misura la quantità di luce diffusa dal campione in quanto la sua intensità è proporzionale al numero di particelle in sospensione e quindi alla sua concentrazione. In particolar modo la nefelometria effettua la determinazione dell’intensità della radiazione diffusa ad un angolo diverso rispetto a quella incidente, generalmente a 90° od inferiore.
La Nefelometria dà garanzia di rapidità rispetto ad altre tecniche di immunodiffusione radiale e di sensibilità ed accuratezza nei confronti delle agglutinazioni al latice o delle emoagglutinazioni.
Le procedure nefelometriche possono essere:
-
dirette: viene considerata la reazione tra anticorpi ed antigeni, quali proteine;
-
indirette: viene misurata la quantità di aptene (farmaco) coniugato con una proteina nel campione.
Gli analizzatori nefelometrici effettuano i dosaggi secondo due modalità:
-
in end point: un’adeguata incubazione consente o meno la formazione in vitro degli immunocomplessi che vengono determinati al punto d’equilibrio;
-
in cinetica (o fixed time): la miscela di reazione viene monitorata e la velocità di variaziopne dell’assorbanza in un prefissato intervallo di tempo consente la determinazione della concentrazione analitica.
Nell’architettura costruttiva dello strumento si distinguono delle sezioni funzionali comuni a tutti gli apparecchi:
Il vano campioni è costituito da caroselli circolari o catene o segmenti lineari che consentono l’avanzamento automatico dei campioni, garantendo la giusta attribuzione campione analisi.
Il vano reattivi è destinato al mantenimento dei reagenti diagnostici necessari all’esecuzione delle analisi. Il vano può essere refrigerato e dotato di coperchi o tappi salvaevaporazione.
La dispenzione dei campioni e dei reattivi avviene tramite microsiringhe. I dosatori possono essere dotati di sensori di livello e consentono talora la diluizione automatica del campione.
L’unità di incubazione consente l’alloggio di una o più cuvette ed è opportunemante termostatata.
L’unità di misura contiene le opportune sorgenti di luce e diversi fotorivelatori a seconda della sensibilità e delle necessità richieste.
L’unità di gestione e controllo consente la corretta esecuzione di tutte le funzioni strumentali, dall’identificazione dei campioni alla refertazione dei risultati.
|