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Il mammografo è un’apparecchiatura
espressamente concepita per la diagnostica radiologica della
mammella. A differenza delle altre tecniche radiologiche
tradizionali, la radiazione X impiegata è a bassa energia (10-30
KeV) con un elevato coefficiente d’assorbimento nei tessuti molli,
in grado di differenziare le strutture fibrovascolari ed il tessuto
adiposo.

Particolari accorgimenti tecnici vengono adottati
per ridurre gli effetti della diffusione (deviazione) dei fotoni per
mezzo di dispositivi di compressione, allo scopo di limitare lo
spessore di tessuto attraversato dalla radiazione X e di evitare il
degrado dell’immagine dovuto ai movimenti respiratori. I
compressori possono essere meccanicamente indipendenti dal tubo
radiogeno, consentendo di effettuare la compressione
indipendentemente dal posizionamento del tubo, o solidali con esso.
Per migliorare la qualità dell’immagine ed
ottenere un’elevata risoluzione spaziale vengono regolate
opportunamente la distanza fuoco-pellicola e la distanza
fuoco-oggetto.
La registrazione delle immagini può avvenire
secondo diverse modalità. La prima consiste nell’impiego di
pellicole radiografiche con esposizione diretta ai raggi X senza l’impiego
di schermi intensificatori e richiede l’utilizzo di dosi elevate
per ottenere immagini correttamente esposte. Un altro metodo
consiste nell’adozione di schermi ad elevata risoluzione
accoppiati a pellicole a grana finissima.
L’impiego di schermi intensificatori, pur
riducendo l’esposizione del paziente alla radiazione, non consente
di ottenere una risoluzione elevata come quella ottenibile con l’utilizzo
della sola pellicola.
I principali blocchi funzionali distinguibili in
un mammografo sono:
il generatore di alta tensione;
il complesso radiogeno;
il dispositivo di compressione;
la griglia antidiffusione;
il sistema di controllo automatico dell’esposizione;
il sistema di registrazione dell’immagine.
La mammografia fornisce importanti informazioni
diagnostiche sulla morfologia, anatomia della mammella. Consente di
rilevarne alterazioni tissutali prima che queste diventino palpabili
e perciò è fondamentale la sua importanza nella diagnosi precoce
del cancro alla mammella.
Alcuni sistemi consentono, una volta localizzata
la lesione sulla lastra, l’effettuazione del prelievo bioptico con
la mammella ancora in posizione d’esame.
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