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Gli emogasanalizzatori sono apparecchiature che misurano la pressione parziale dell'ossigeno (pO2), dell'anidride carbonica (pCO2) e quella diretta del pH nel sangue impiegando elettrodi specifici. Essi trovano maggiore impiego nei laboratori di analisi cliniche e presso i reparti ospedalieri specialistici quali i servizi di emodialisi, i laboratori d’urgenza, le sale operatorie e le terapie intensive.
Questo tipo di misurazioni, definita comunemente emogasanalisi, rappresenta un insostituibile strumento di diagnosi e controllo terapeutico nel trattamento delle patologie legate all'apparato respiratorio, cardiocircolatorio e negli interventi chirurgici.
Per le misurazioni di pH, di pCO2 e di pO2 nel sangue arterioso prelevato, si utilizza un sistema di rilevazione composto da tre elettrodi specifici provvisti di membrane permeabili rispettivamente agli ioni idrogeno, all'anidride carbonica ed all'ossigeno; gli elettrodi sono posti in un vano termostatato a 37°C ove viene veicolato il sangue.
Il segnale elettrico prodotto dagli elettrodi viene rilevato mediante tecnica potenziometrica (misura del potenziale generato), nel caso della determinazione di pH e pCO2, oppure attraverso tecnica amperometrica (misura della corrente sviluppata), applicata per la determinazione di pO2.
Nell'emogasanalizzatore si possono distinguere fondamentalmente le seguenti unità funzionali:
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Circuito fluidico: è la sezione nella quale vengono immessi i campioni di sangue e dove scorrono i liquidi di lavaggio ed i gas o le soluzioni di calibrazione. Si compone di pompe peristaltiche, pompe a vuoto, tubazioni, valvole a solenoide.
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Sistema di calibrazione dei gas: attualmente per la calibrazione degli elettrodi della CO2 e dell'O2 sono impiegate miscele di gas precostituite presso la fabbrica o miscele di gas ottenute tramite un dispositivo inserito nello strumento.
Unità di misura: si tratta di una camera di misura, entro cui trovano sistemazione gli elettrodi del pH, pCO2, pO2, e di un blocco riscaldante per la sua termostatazione a 37°C.
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Sistema di controllo e gestione: lo strumento è dotato di microprocessore dedicato per il controllo operativo delle principali unità funzionali (circuito fluidico, sistema di calibrazione dei gas, unità di misura), l'elaborazione e la presentazione dei risultati delle misure. A questo scopo il monitoraggio delle unità funzionali viene comunemente svolto da un programma di autodiagnosi che segnala all'operatore qualsiasi malfunzionamento (ad es.: instabilità della temperatura, usura delle membrane, presenza di bolle d'aria).
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