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L’elettroencefalografo (EEG) è uno strumento
che, mediante elettrodi applicati al cuoio capelluto, rileva i
potenziali elettrici cerebrali e ne presenta in forma grafica l’andamento
temporale.
I segnali, prelevati mediante l’applicazione di
elettrodi in posizioni standard sulla superficie dello scalpo, sono
i potenziali elettrici generati dai neuroni della corteccia che
scaricano in risposta a diversi stimoli.

L’attività cerebrale registrata è ritmica e
caratterizzata dalla sua frequenza in base alla quale si possono
distinguere alcune onde tipiche:
onde Alfa, tipiche del rilassamento;
onde Beta, con attività ritmica simile al
ritmo alfa;
onde Theta, tipiche del sonno;
onde Delta, tipiche del sonno e del coma.
In caso di patologia, aumenta tipicamente la
presenza dell’attività lenta (delta, theta), mentre diminuiscono
le componenti veloci (alfa, beta).
Per esami prolungati nel tempo il segnale EEG
viene registrato, elaborato e rappresentato in forma grafica su
monitor appositi.
All’elettroencefalografo standard può essere
associata un’unità aggiuntiva in grado di rilevare i
"potenziali evocati" relativi all’attività elettrica
cerebrale provocata dall’applicazione di uno specifico stimolo
esterno. Il loro studio è utile ai fini di verificare l’integrità
funzionale delle vie sensorie poiché rappresentano la risposta
momentanea a stimoli applicati di tipo visivo, uditivo e
somatosensoriale, a differenza del segnale EEG che riguarda l’attività
elettrica spontanea dell’encefalo.
Gli elettrodi, applicati alla cute
superficialmente o in modo subdermico, devono essere piccoli,
facilmente fissabili allo scalpo e stabili al fine di garantire un
buon contatto elettrico, rimanendo in posizione anche per lunghi
periodi. Il posizionamento corretto degli elettrodi è uno dei punti
chiave: un’asimmetria di 1 cm può indurre un’errata
interpretazione del tracciato. Allo stesso modo un cattivo contatto
elettrodo-cute può distorcere il segnale EEG.
Gli elettrodi possono essere di tipo
riutilizzabile oppure monouso.
Con un opportuno selettore, i segnali prelevati
vengono combinati in modo che l’operatore possa selezionare le
varie derivazioni senza riposizionare gli elettrodi stessi.
L’andamento temporale dei segnali
elettroencefalografici è rappresentato in modo grafico attraverso
un sistema scrivente su carta o, negli EEG di moderna concezione,
attraverso un sistema di registrazione digitale.
L’attività cerebrale ha caratteristiche
diverse e peculiari in molte patologie: l’elettroencefalogramma è
uno strumento importante, data la sua non invasività, per l’individuazione
e il monitoraggio temporale di fenomeni patologici. Il monitoraggio
interoperatorio del segnale EEG dei pazienti in anestesia generale
può essere utile per prevenire l’ischemia cerebrale; tipico è
anche il monitoraggio dello stato neurologico nei pazienti
sottoposti a trattamento di terapia intensiva.
L’utilità del tracciato per la diagnosi di
lesioni cerebrali non è invece significativa poiché l’EEG rileva
con certezza una lesione cerebrale ma non consente la sua
localizzazione.
Una grande varietà di elettroencefalografi sono
presenti sul mercato, con caratteristiche più o meno sofisticate.
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