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ELETTROCARDIOGRAFO
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L’elettrocardiografo è in grado di rilevare i potenziali elettrici legati all’attività cardiaca mediante elettrodi esterni e di fornirne una rappresentazione grafica.

I potenziali elettrici sono generati da gruppi di cellule (pacemaker) poste in zone definite del miocardio. Attraverso fibre specifiche si propagano lungo il muscolo cardiaco dando luogo alla contrazione del cuore. Poiché il tessuto circostante è conduttivo, tali potenziali non restano confinati all’interno del miocardio, risultando rilevabili sulla superficie esterna del corpo. Tramite elettrodi esterni applicati sul torace del paziente possono essere valutati, amplificati e successivamente registrati su carta. L’amplificazione è resa necessaria data l’ampiezza piuttosto piccola (circa 1 mV) del segnale elettrico rilevabile sulla cute.

Dall’analisi delle registrazioni effettuate possono essere tratte indicazioni importanti nella diagnosi di disturbi cardiaci.

I potenziali vengono misurati in determinate posizioni, dette derivazioni, riconosciute universalmente come standard allo scopo di ottenere tracciati confrontabili. Ad ogni derivazione corrisponde una traccia di registrazione caratteristica; la scelta della derivazione da registrare può essere effettuata attraverso un selettore manuale, elettronico o automatico sequenziale. L’elettrocardiografo visualizza su carta e/o display una, tre o sei tracce contemporaneamente.

I registratori possono essere monocanale o multicanale. I primi visualizzano l’andamento nel tempo del segnale ECG riferito alle diverse derivazioni in modo sequenziale, mostrando un tracciato alla volta; i secondi permettono di osservare i segnali relativi a diverse derivazioni contemporaneamente.

Gli elettrodi sono collegati all’apparecchiatura attraverso il cosiddetto cavo paziente e possono essere di tipo riutilizzabile o monouso. I primi sono realizzati in acciaio o in argento-argento cloruro e richiedono, per poter essere applicati sulla cute, l’utilizzo di una pasta conduttiva che ne migliora l’aderenza. Quelli monouso sono costruiti in leghe o in argento-argento cloruro, molto flessibili, montati in supporti adesivi già pronti per il fissaggio sulla pelle depilata e sgrassata senza l’ausilio di pasta conduttiva.

Lo strumento è protetto da scariche esterne che potrebbero provenire da altre apparecchiature eventualmente collegate al paziente (ad esempio dal defibrillatore) grazie ad un circuito d’isolamento che ha anche il compito di isolare elettricamente il paziente dalla rete elettrica per evitare che, in caso di mal funzionamento, possano essere propagate attraverso gli elettrodi tensioni pericolose al paziente.

Gli elettrocardiografi di moderna concezione sono controllati a microprocessore che consente di gestire lo strumento in modo opportuno attraverso controlli su tutta l’elettronica, automatizzarne le funzioni principali, elevare la qualità complessiva della registrazione e consentire la registrazione in memoria dei tracciati.

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