|
La citometria di flusso rappresenta un importante
metodo d’indagine per i laboratori di ricerca ed ha anche un ruolo
vitale nei laboratori di diagnostica "in vitro".
Tale tecnica consente di reperire informazioni riguardanti la
struttura, la funzione e l’interazione delle cellule nei processi
di sviluppo delle malattie. Il suo ampio successo dipende da
molteplici vantaggi che essa offre, permettendo di misurare
contemporaneamente più parametri in diverse migliaia di cellule al
secondo. La citofluorimetria è una metodica essenziale per l’analisi
citologica quali-quantitativa e, sfruttando l’attività di
anticorpi monoclonali, riesce a separare in una sospensione
eterogenea diverse sottopopolazioni di cellule con una purezza
superiore al 95%.

Questa tecnica di analisi viene applicata nella
routine di laboratorio tramite l’utilizzo di strumenti denominati
citofluorimetri che trovano impiego in diversi settori della
medicina e della biologia cellulare.
Le applicazioni principali sono di seguito
indicate:
-
studio del ciclo cellulare.
-
studio degli antigeni di membrana
-
valutazione della vitalità della funzionalità
mitocondriale e della perossidabilità cellulare
-
analisi statistica di parametri biologici in
oncologia
-
studio dei flussi ionici, principalmente del
Calcio
-
lavori di routine ematologia, immunologia,
microbiologia, genetica
-
sorting (con un sistema di flessione del tipo
carica/campo elettrico si ottiene una relazione cellulare di
elevata purezza del campione selezionato)
Attualmente in commercio sono reperibili
citofluorimetri di tipo "analizer" e di tipo "cell
sorter", che, a differenza dei primi, effettuata l’analisi,
conservano il campione per eventuali successive indagini.
I modelli presenti attualmente sul mercato si
differenziano inoltre in semiautomatici, nei quali il campione deve
essere precedentemente preparato, ed automatici, che lavorano in
completo automatismo.
I principi di funzionamento nel citofluorimetro
sono essenzialmente light scattering (diffusione luminosa),
fluorescenza ed impedenza elettrica.
Questa apparecchiatura è costituita dai seguenti
elementi base:
Il circuito fluidico oltre all’aspirazione
preparazione e movimentazione del campione e dei reattivi provvede
anche al lavaggio e scarico dei prodotti finali. Le cellule in
sospensione sono iniettate in una guaina fluidica di solito
costituita da una soluzione isotonica che viene mantenuta a
pressione opportuna mediante pompe peristaltiche od a membrana.
L’unità di conteggio e misura è costituita da
sorgenti di radiazioni tipo laser ad elio-neon o ad argon oppure da
una lampada a vapori di mercurio. I laser sono preferiti in quanto
producono una radiazione ad alta intensità, coerente e
perfettamente monocromatica. La deflessione del raggio e l’emissione
dei fotoni provocate dall’interazione raggio-particelle vengono
registrate e convertite da fotoamplificatori in segnali di analisi.
Il separatore cellulare detto anche sorter non è
presente in tutti i modelli. I sorter tradizionali prevedono che il
campione fluido venga frammentato in minuscole goccioline, ognuna
delle quali contiene una cellula. Le gocce che contengono cellule
con caratteristiche rientranti nei parametri prefissati si
presentano elettricamente cariche ed indirizzate in appositi
raccoglitori da placche di deflessione. Nei modelli più recenti i
sorter sono definiti "catcher tube" e sono posizionati
nella camera di flusso al di sopra dell’intercetta raggio
luminoso/cellula. Lo strumento decide rapidamente se la cellula che
passa il raggio risponde ai parametri impostati, quindi la cattura e
la deposita in tubi di raccolta.
L’unità di controllo ed elaborazione dati
provvede a visualizzare i dati d’analisi ottenuti sotto forma di
istogrammi o logaritmici; esistono anche dei software che calcolano,
analizzano, immagazzinano ed esportano direttamente un gran numero
di dati.
|