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Non esiste laboratorio biologico che non disponga di almeno un termostato. Stufe e incubatori sono infatti strumenti di base di qualsiasi laboratorio biologico. Per soddisfare la diversità di esigenze di termostatazione e di destinazioni d’uso, anche la gamma di termostati esistente in commercio è estremamente ampia: si può scegliere tra apparecchi da banco e da pavimento, tra sistemi manuali ed elettronici, con diverse classi di prestazioni, per le applicazioni più disparate.
I termostati consistono di un’unità di controllo della temperatura e di una vasca, corredabile di accessori. Si distinguono in termostati a circolazione, a immersione e a bagno aperto. Questi ultimi, definiti più comunemente come BAGNI TERMOSTATICI, che favoriscono reazioni immunologiche o biochimiche tramite scambio di calore effettuato con un liquido, si dividono in due categorie:
in diversi modelli con capacità che vanno da 4 a 45 litri circa.
I bagnomaria utilizzano l’acqua (normalmente distillata) come fluido termostatico e permettono di raggiungere al massimo la temperatura di 100°C. Possono essere dotati anche di un accessorio adatto a compensare l’evaporazione dell’acqua; il dispositivo può comprendere anche un troppo-pieno per mantenere l’acqua nel bagno nei due diversi livelli.
I bagni a olio, utilizzando l’olio come fluido termostatico, possono essere impiegati in campi di temperatura più estesi (fino a +300/350°C).
I bagni termostatici si differenziano inoltre per il tipo di controllo della temperatura. I bagni a microprocessore più nuovi sono realizzati in acciao inox, sono dotati di timer digitale (campo di impostazione tra 1 minuto e 999 ore), sistema di autodiagnosi, interruttore fisso o variabile di sovratemperatura e display digitale (sette segmenti) che consente di rilevare la temperatura effettiva fino al decimo di grado (bagnomaria).
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