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AUTOCLAVE PER PICCOLI CARICHI
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Le autoclavi a vapore da banco sono state progettate per far fronte alle specifiche esigenze del trattamento di sterilizzazione di tutti i materiali più usati nel settore sanitario/ospedaliero, in laboratori, ambulatori e studi professionali. Sono idonee alla sterilizzazione di materiali solidi porosi (es. tessili, garze, bende), materiali solidi non porosi (es. ferri ed attrezzi chirurgici, vetreria vuota), strumentazione cava. Sono caratterizzate da dimensioni ridotte con volume non superiore ai 54 litri (pari ad una unità di sterilizzazione), da facilità di utilizzo e da un alto livello di sicurezza.

In commercio sono individuati tre tipi di autoclavi, distinte essenzialmente sulla base di cosa possa esservi sterilizzato:

- il tipo B indica autoclavi di piccole dimensioni con prestazioni avvicinabili a quelle dei grossi impianti ospedalieri. Queste apparecchiature sterilizzano corpi cavi, materiali porosi, carichi tessili, materiali imbustati e quant’altro.

- il tipo N indica autoclavi di piccole dimensioni preposte alla sterilizzazione di materiale semplice. Queste apparecchiature sono confinate in un ambito meno specializzato e qualificato rispetto alle precedenti.

- il tipo S raggruppa tutte le rimanenti apparecchiature con caratteristiche che devono essere definite dal produttore. Questa classe può essere considerata intermedia tra il tipo B e N.

Come modello di ciclo di sterilizzazione per queste piccole autoclavi è stato preso quello dei grandi impianti ospedalieri, pur con varianti a seconda dell’impiego. In linea generale si distinguono:

  • una fase di vuoto iniziale per lo più di tipo frazionato

  • una fase di generazione del vapore con risalita della pressione fino al valore nominale del ciclo

  • una fase di mantenimento della pressione per il periodo previsto dal ciclo

  • una fase di scarico del vapore

  • una fase di asciugatura prevalentemente sotto vuoto o tramite riscaldamento.

Questi sterilizzatori hanno caratteristiche tecniche di base simili ma si distinguono per diversa tipologia di cicli di lavoro che sono determinati dal rapporto temperatura tempo e pressione. Sono considerate unanimemente efficaci queste combinazioni:

  • 115-118°C per 40 minuti

  • 121-124°C per 15 minuti

  • 126-129°C per 10 minuti

  • 134-138°C per 3 minuti

Il ciclo medio varia da 25 a 40 minuti in quanto comprende, oltre ai tempi indicati, anche il tempo di riscaldamento, la fase di depressurizzazione e d’asciugatura.

Le caratteristiche principali delle autoclavi da banco sono indicate di seguito:

  • camera cilindrica o quadrata

  • presenza di una o due porte

  • serbatoio di carico acqua e serbatoio di raccolta per l’acqua usata

  • possibilità di svolgimento di diversi cicli di lavoro

  • sistema a microprocessore per controllo e gestione cicli

  • dispositivi di sicurezza

  • sistema di autodiagnosi con segnalazione di allarme

Esistono alcuni modelli più recenti che presentano la possibilità di collegamento ad una stampante. Le diverse ditte produttrici forniscono per ogni modello di autoclave una linea completa di accessori interni da acquistarsi separatamente, secondo le diverse specifiche dell’utilizzatore. Vengono inoltre forniti i materiali necessari ad attuare periodici controlli di qualità del processo di sterilizzazione (Test Bowie-Dick).

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