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ANALIZZATORE AUTOMATICO PER IMMUNOCHIMICA
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Gli analizzatori automatici per immunochimica sono apparecchiature destinate alla routine del laboratorio d’analisi cliniche. Eseguono in maniera automatica esami con metodo immunologico, applicabile ad un ampio pannello di analiti presenti nei liquidi biologici in concentrazioni bassissime, tali da non poter essere quantificati con altre metodiche (ad es. metodi colorimetrici di chimica clinica). Il principio sul quale si basa l’analisi è la reazione antigene-anticorpo per lo più in un mezzo liquido, caratterizzata da tempi di reazione brevi e dalla possibilità di una completa gestione automatizzata. L’introduzione sul mercato di anticorpi monoclonali ha aumentato ulteriormente la specificità, l’accuratezza e la precisione delle indagini. Sugli analizzatori vengono impiegati kit che contengono il necessario per l’esecuzione dei test e generalmente sono comprensivi di reattivo specifico, calibratore, controllo, diluente specifico, soluzione stabilizzante. Inoltre, per ogni tipo di apparecchiatura, sono in commercio materiali di consumo dedicati, quali puntali, coppette, vaschette di raccolta, soluzioni di lavaggio.

Gli esami più comunemente eseguibili tramite tale tecnica d’indagine sono i seguenti:

  • marcatori cardiaci: creatinchinasi, creatinchinasi isoenzima B, mioglobina, troponina, etc.;

  • anemia, marcatori tumorali: antigene carcinoembrionale, antigeni tumorali CA, antigene prostatico specifico, ferritina, alfa feto-proteina, etc.;

  • ormoni tiroidei: tiroxina totale e libera, triiodotironina totale, capacità legante del T4, ormone tireotropo, etc.;

  • ormoni della gravidanza: gonadotropina corionica umana intatta e totale, ormone follicolo stimolante, ormone luteinizzante, prolattina, etc.;
  • farmaci: digitossina, lidocaina, carbamazepina, fenobarbital, fenitoina, ac. Valproico, amicacina, gentamicina, teofillina, etc.;

  • batteriologia: salmonellosi, brucellosi, sifilide, tubercolosi, rickettsiosi, etc.;

  • micologia: candidosi, aspergillosi etc.;
  • parassitologia: toxoplasmosi, leishmaniosi, amebiasi, etc.;
  • virologia: Rosolia, Herpes simplex, Citomegalovirus, Epstein-Barr, Epatite A, B, C, D, E, HIV etc.

E’ possibile in linea generale individuare una struttura costruttiva comune alla maggior parte degli analizzatori automatici per immunochimica attualmente presenti sul mercato. Si possono individuare le seguenti componenti:

  • campionatore
  • unità di dispensazione
  • unità di incubazione
  • unità di misura
  • unità di controllo ed elaborazione dati

Il campionatore consente l’avanzamento automatico dei campioni, tramite l’utilizzo di catene o segmenti lineari, e la correlazione campione-analisi, tramite lettura di un codice a barre.

L’unità di dispensazione dei campioni e dei reagenti è costituita da una sonda che ne aspira un certo volume e lo eroga nel blocco di reazione.

Nella zona di incubazione i campioni e i reagenti sono erogati nelle cuvette termostatate a seconda delle esigenze d’analisi.

L’unità di misura è generalmente costituita da uno spettrofotometro, o da uno spettrofluorimetro. Delle microsiringhe o pompe peristaltiche controllano il volume dei liquidi aspirati.

L’unità di controllo ed elaborazione dati è costituita da un computer che gestisce l’identificazione dei campioni e dei reattivi, il controllo dei volumi erogati, il controllo della dinamica delle unità di movimentazione, il controllo dei tempi e delle temperature di reazione e di misura, le selezione delle lunghezze d’onda, la programmazione e la memorizzazione delle varie metodiche, la memorizzazione delle curve di taratura, l’elaborazione e la rappresentazione grafica dei risultati.

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