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APPARECCHIO PER AEROSOL

NEBULIZZATORE AD ULTRASUONI

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La somministrazione dei farmaci per via inalatoria (aerosolterapia) è ormai diventata un cardine nel trattamento di malattie che interessano le vie respiratorie. I vantaggi consistono in una rapida comparsa dell'effetto farmacologico, nella possibilità di impiegare dosaggi ridotti rispetto ad altre vie di somministrazione (con una minore incidenza di effetti indesiderati sistemici) e nella facilità di accesso all'apparato respiratorio.

I nebulizzatori sono apparecchi che trasformano una soluzione di farmaci in una pioggia finissima che può essere inalata nei polmoni. Non richiedono una eccessiva collaborazione da parte del paziente e consentono di erogare dosi elevate di farmaci. Questi apparecchi trovano larga applicazione nelle più comuni affezioni respiratorie (es. sinusite, tracheite). L'obiettivo principale della terapia aerosolica (intranasale con cannule o con mascherina orale) è quello di aumentare al massimo la componente acquosa delle secrezioni e quindi loro fluidificazione, ragione per cui le particelle del nebulizzato devono avere dimensioni superiori a 10.

I nebulizzatori pneumatici (Classe CIVAB: AER) sono formati da un compressore e da un'ampolla. Nell'ampolla il flusso d'aria, forzato attraverso un piccolo orifizio, crea una caduta di pressione con risucchio di piccole quantità di farmaco che, investite dal getto d'aria, si frantumano in minutissime goccioline. Il diametro delle particelle, che costituisce il punto cruciale di ogni apparecchio per aerosol, dipende dalle caratteristiche dell'ampolla, dalla pressione dell'aria e dall'entità del flusso. Vi sono limiti propri del principio di funzionamento, ad es. la lentezza della nebulizzazione e l'irregolarità della erogazione per unità di tempo (per possibili variazioni della tensione elettrica). Il compressore dei nebulizzatori pneumatici va revisionato secondo le modalità indicate dalla ditta produttrice. Per mantenere efficiente l'apparecchio e, soprattutto, per evitare il rischio di contaminazioni batteriche, è necessario lavare l'ampolla e gli altri accessori sotto l'acqua del rubinetto al termine di ogni seduta, lasciandoli asciugare all'aria o accelerando l'operazione con un getto d'aria calda. Dopodiché l'ampolla va avvolta in un panno pulito e asciutto e conservata in un recipiente chiuso. I microorganismi infettanti sono in genere dotati di bassa patogenicità, ma potrebbero rendersi responsabili di infezioni polmonari in pazienti immunocompromessi. I filtri d'aria posti sul nebulizzatore o sul compressore devono essere cambiati regolarmente per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche.

I nebulizzatori ad ultrasuoni (Classe CIVAB: NUL) funzionano sul principio di una vibrazione che disgrega un liquido in minutissime goccioline. La vibrazione viene generata dal passaggio di una corrente elettrica ad alta frequenza (1-2 megaHertz) attraverso un disco di ceramica (trasduttore piezoelettrico). I nebulizzatori ad ultrasuoni sono più silenziosi di quelli pneumatici e possiedono una maggiore rapidità di nebulizzazione che riduce la durata delle sedute. Per contro questi apparecchi si rompono con maggiore facilità e possono alterare alcuni principi attivi.
La pulizia dei nebulizzatori ad ultrasuoni risulta di difficile esecuzione

A tutt'oggi non sono disponibili studi clinici comparativi che consentano di scegliere tra un nebulizzatore pneumatico e uno ad ultrasuoni in funzione del farmaco da somministrare e della patologia da trattare.

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