Home page Obiettivi Chi siamo
 
         Login
 
         Contattaci
 





    Gestione Documentale
    Richiesta di offerta
    Gruppi di acquisto
    Aste al rialzo
    Aste al ribasso

    Newsletter
    Pagine bianche utenti
    Inserimento acquisti
    Forum




QUADRO NORMATIVO
Link
 

La firma digitale

Nel panorama legislativo internazionale sulla c.d. firma digitale una pietra miliare è costituita dalla recente Dir. 1999/93/CEE pubblicata in G.U.C.E. 19.1.2000. Questa direttiva è il risultato di un intenso sforzo normativo che si protrae da ormai molti anni. Già dal 1997, infatti, c’era stata una comunicazione della Commissione Europea, datata 15.4.1997, intitolata "Un’iniziativa europea in materia commercio elettronico", e a questa si è aggiunta la comunicazione COM(97)503 dell’8.10.1997, intitolata "Garantire la sicurezza e l’affidabilità delle comunicazioni elettroniche. Verso la definizione di un quadro europeo in materia di firma digitale". Altra iniziativa importante da parte della Comunità Europea è la comunicazione n. 50 del 1998 sulla globalizzazione della società dell’informazione e la necessità di rafforzare il coordinamento internazionale, effettuata con l’intento di incentivare le iniziative internazionali di cooperazione nel settore elettronico. Inoltre la proposta modificata (COM(1999)427def.) di Direttiva del Parlamento e del Consiglio relativa a taluni aspetti giuridici del commercio elettronico nel mercato interno ha contribuito a garantire la libera circolazione dei servizi della società dell’informazione tra gli stati membri.

Anche al di fuori dell’Europa non mancano convinti tentativi di stimolare il commercio elettronico: anche l’UNCITRAL (United Nations Commission on International Trade Law), la commissione dell’ONU che si occupa del diritto commerciale internazionale, ha proposto nel 1996 un Modello di Legge sul commercio elettronico. Il Model Law On Electronic Commerce, approvato con Risoluzione n. 51/162 del 16.12.1996 dall’Assemblea Generale dell’ONU, mira proprio a superare gli ostacoli che si frappongono ad una rapida evoluzione del commercio elettronico, offrendo ai legislatori nazionali un punto di riferimento dal quale organizzare una efficace armonizzazione.

Guardando invece oltreoceano, si può constatare che gli Stati Uniti sono il Paese più sensibile alle esigenze del commercio elettronico e quello con le soluzioni più avanzate, come dimostra l’ "Emerging Digital Economy II" approvato dal Commerce Department.

Ritornando al dato normativo europeo fondamentale, la direttiva 1999/93/CE, essa è volta a definire un quadro comunitario sulle firme elettroniche.

Questa direttiva introduce, infatti, il concetto di firma elettronica, mentre il legislatore italiano, nell’ambito del DPR n. 513 del 10.11.997 - che ha introdotto il concetto di firma digitale nel nostro ordinamento -, utilizza il concetto di firma digitale.

Le due espressioni hanno un differente significato: mentre "firma elettronica" ha carattere onnicomprensivo ed indica il risultato dell’applicazione ad un messaggio in formato digitale di una tecnologia che consenta di attribuire al suddetto messaggio le funzioni della sottoscrizione autografa, la "firma digitale" indica, invece, lo specifico tipo di firma elettronica che utilizza il sistema di crittografia a chiave pubblica (o a chiavi simmetriche).

"Firma elettronica" designa, dunque, un genus, mentre "firma digitale" individua una species, e ciò si evince dalla lettera della Direttiva europea anzidetta, che parla di "firme elettroniche", e dalla proposta di Direttiva COM(1998)297def che recita testualmente: "Esistono svariati metodi per firmare documenti in modo elettronico: da quelli molto semplici (ad esempio l’inserimento dell’immagine ottenuta per scansione della firma autografa) a quelli estremamente avanzati (come le firme digitali che utilizzano la crittografia a chiave pubblica)".

E' un'iniziativa ITAL TBS © ITAL TBS 2001 -  Informazioni sulla Privacy